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Juan Carlos Cuminetti
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Un ricco carniere di vittorie, dunque, che fanno dalle squadra modenese la più titolata
in assoluto fra le società italiane, tanto da meritarsi la definizione di "Juventus" del
volley. Ma facciamo un passo indietro, per tornare alla Panini del 1970, quella del primo
scudetto. Da allora la squadra allenata all'epoca da Franco Anderlini veleggerà sempre
nelle zone di alta classifica, senza però riuscire ad imporsi, albo d'oro alla mano,
negli anni pari. Una sorta di maledizione, che costringe la Panini ad "accontentarsi"
di vincere nelle stagioni 1971/1972, 1973/1974, 1975/1976, anno in cui a condurre la
squadra troviamo un asso straniero come il polacco Skorek. poi un black-out di dieci
anni, prima di arrivare alla Panini di Velasco.
E' proprio l'allenatore italo-argentino a portare la Panini alla conquista di quattro
scudetti consecutivi, aiutato in questa impresa da una nidiata di fuoriclasse del calibro
di Franco Bertoli "il" capitano, poi Luca Cantagalli, Fabio Vullo, Lorenzo Bernardi,
Andrea Lucchetta, senza dimenticare i campioni stranieri Raoul Quiroga e Doug Partie. Ma
nel 1990, dopo l'esaltante conquista della Coppa dei Campioni con Jankovic in panchina,
l'incantesimo si rompe. Velasco a fare grande la Nazionale azzurra, portandola in pochi
mesi sul tetto del mondo, mentre l'azienda Panini non può competere con la forza economica
di quei colossi finanziari (Benetton e Fininvest su tutti), che a suon di milioni
nell'estate del 1990 acquistano i giocatori migliori, lasciando la società modenese
praticamente senza squadra.
Si apre così un periodo di crisi per la società modenese, che per la prima volta nella sua
storia si vede costretta a cercare l'abbinamento di sponsor esterni (la Philips prima nel
biennio 1989/1991, la Carimonte Banca poi). Arriva quindi un triennio di anonimato, che
termina soltanto con l'acquisizione della proprietà del glorioso sodalizio geminiano da
parte di Giovanni Vandelli e, in un primo tempo, Claudio Giovanardi.

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Il presidente Vandelli
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Nell'estate 1993 nasce infatti la Ceramiche Daytona che, riportati a Modena Luca Cantagalli
e Franco Bertoli, veri idoli della tifoseria gialloblù, ed acquistati assi internazionali
come il palleggiatore brasiliano Mauricio, il lettone Rouslan Olikhver e Juan Carlos
Cuminetti ritrova ben presto l'affetto dei proprio sostenitori, affetto testimoniato
dalla vendita di oltre 3.200 abbonamenti.
La Daytona Volley (questa la denominazione del sodalizio che nasce dalle ceneri del Gruppo
Sportivo Panini), riesce a ritrovare non solo il pubblico, ma anche il successo.
Indimenticabile la conquista della Coppa Italia 1994 a Perugia, manifestazione nella quale
la squadra gialloblù, guidata in panchina da Daniele Bagnoli, riesce a sbaragliare i più
accreditati avversari.
Nella stagione successiva succede l'incredibile.
Partito Mauricio e riportato a Modena il regista Fabio Vullo, la squadra, divenuta Daytona
Las grazie all'arrivo di un nuovo, prestigioso sponsor, la Las mobili per ufficio, si
rinforza con le acquisizioni di Marco Bracci e del promettente Bas Van de Goor.
Inizia così una sfida all'ultimo punto con la favoritissima Sisley Treviso, che viene
battuta già alla prima occasione, la finalissima di Coppa Italia disputata al Palaeur
di Roma davanti a ben 12.000 spettatori.
Qualche infortunio manda un po' in crisi il sestetto gialloblù, che comunque riesce ad
aggiudicarsi la terza Coppa delle Coppe della propria storia a Ginevra battendo le
portacolori spagnola, belga e greca.
L'apoteosi arriva nei play-off scudetto, dove la Daytona-Las infila una serie di otto
successi consecutivi che le permettono di superare Milano nei quarti, Cuneo in semifinale,
ed ancora Treviso in finalissima, sovvertendo la classifica della stagione regolare,
conclusa dai modenesi al terzo posto.
Il tricolore, il ventesimo per la città di Modena, il nono per il club geminiano, ritorna
così all'ombra della Ghirlandina, regalando alla Daytona Las un'esaltante "Grande Slam"
pallavolistico. [» segue] |