| 07/07/2004 |
La Daytona Volley vuole ringraziare Luca Cantagalli per la passione, l'entusiasmo, la professionalità e l'attaccamento alla maglia che ha dimostrato in tutti i suoi anni alla Daytona Volley e alla città di Modena. Lo ringrazia per la classe, per la tecnica sopraffina, per quei "colpi" che solo lui ha saputo regalare e che ora vedremo dall'altra parte della rete. E lo ringrazia per tutte le emozioni che ci ha fatto vivere al PalaPanini.
Le strade professionali di Cantagalli e della Daytona per ora si dividono, ma la società gialloblù, augurando sinceramente a Luca ancora tante stagioni da protagonista sul parquet ancorchè le migliori soddisfazioni personali, considera l'uomo, ancor prima dello straordinario atleta, un "amico vero" per la pallavolo modenese. In questa circostanza la Daytona Volley intende sottolineare che la maglia numero 10, la "sua maglia", non avrà più altri padroni se non il legittimo proprietario, cioè Luca Cantagalli. E quando Luca smetterà di giocare, se non dovesse più indossare la maglia gialloblù (mai dire mai...), allora la "Numero 10" verrà ritirata
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| 06/07/2004 |
Entusiasmo e idee ben chiare. E' sembrato un Velasco emozionato e come sempre preciso, puntuale, impeccabile, disponibile a spiegare la "sua" Modena, la "sua" Daytona e il suo modo di pensare progettare pallavolo. Julio Velasco, nuovo allenatore della Daytona Volley, già calato nella nuova avventura gialloblù alla presentazione ufficiale al Forum Monzani della Banca Popolare dell'Emilia Romagna.
Emozioni, speranze, progetti: "Tornare a Modena ha un grande valore affettivo: questa è la mia casa! E vuol dire anche tornare nella piazza più importante della pallavolo. Ed il fatto che qui ci sia una società che ha continuità, con un presidente che fa grande pallavolo e lo fa seriamente e per tanti anni, rappresenta un valore fondamentale"
"Quando arrivai nel 1985 per la prima volta a Modena da allenatore i dirigenti erano preoccupati: ero un tecnico sconosciuto alla pallavolo italiana e c'era timore dei giornalisti modenesi, notoriamente critici. Poi però è andato tutto nel migliore dei modi e si sa, quando si vince si è sempre tutti amici.. Questa volta è diverso: ci sono aspettative enormi, ma io mi assumo volentieri queste responsabilità. A patto però che sia chiaro a tutti che i cicli vincenti sono costruiti su quattro colonne: la società, che ha un ruolo importantissimo, il pubblico, i giocatori e lo staff tecnico nel suo insieme. Io credo fortemente nel gioco di squadra e so che per vincere queste quattro componenti devono funzionare bene. Qui c'è grande entusiasmo e mi piace vedere il presidente Vandelli così entusiasta. Senza dubbio cercheremo di avviare un ciclo vincente!".
"Abbiamo in mente un progetto basato soprattutto sui giovani. E non tutte le squadre giocano c'è chi trasmette di più e chi meno e questo il pubblico lo percepisce. Noi dobbiamo essere bravi tecnicamente, ma dobbiamo anche saper trasmettere sentimento, cuore e dare sempre comunque il massimo: è così che si riempie il palazzetto. Ricordo bene il calore e la competenza del pubblico di Modena: loro venivano al PalaPanini non a vederci vincere, ma per aiutarci a vincere. E spero che sarà così anche adesso!".
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